Cremona- Breve ma intenso il soggiorno di Pino Maddaloni con gli amici del Kodokan Cremona, a cui aveva promesso, ancora prima delle Olimpiadi di Pechino, una visita. Come sempre Giuseppe è stato di parola come nel dicembre del 2000, quando era arrivato a Cremona fresco dell'oro olimpico, commuovendo grandi e piccini.
Dopo otto anni di maturazione, nel momento dell'abbandono probabile dell'attività agonistica, Pino Maddaloni ha avuto ancora una volta l�opportunità di farsi apprezzare, e non solo sotto il profilo tecnico. Infatti pur mostrando parte del suo repertorio tecnico/tattico relativo ai colpi e alle strategie di combattimento che l�hanno reso vincente e famoso, Maddaloni ha voluto soffermarsi sui risvolti psicologici della sua esperienza agonistica, dagli esordi fino ai Giochi di Pechino.
Prodigo di consigli, soprattutto verso i giovani agonisti, Pino non ha disdegnato dispensare riflessioni sul judo e le sue valenze educative agli insegnanti presenti. Giuseppe Maddaloni, infatti, pur dedicando il suo tempo all'esperienza di atleta, è vicino al cosiddetto judo sociale. Il dojo del padre Gianni, a Napoli, è nel cuore del tristemente famoso quartiere di Scampìa, ed accoglie gratuitamente centinaia di ragazzi con l'obiettivo di toglierli dalla strada e di offrire un'opportunità. Pino, dunque, sempre interessato, fin dagli anni scorsi, alla realtà di Cremona riguardo al judo educativo per bambini e diversamente abili, ha voluto incontrare i bambini delle scuole elementari e i ragazzi del centro educativo di Regona.
Giuseppe Maddaloni racconta ai giovani come ha inseguito il suo sogno di successo. a destra: la gioia dei bambini nel combattere con il campione olimpico.
NON ENTRARE 0_0Chi pensa che il judo sia sopratutto lotta non conosce niente del judo ,il judo è silenzio, concentrazione, impegno,quello che accade sul tatami è un'incontro fra due anime e solo chi ha più forza interiore vince....ricorda se vuoi avere tutto dallo sport...devi prima dargli tutto...JUDO 4 EVER!!

